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Certificati blu, un passo di responsabilità indispensabile per custodire il bene dell’acqua

Marco Mammini

Patty LAbbate Round Table Istituzionale Certificati Blu.jpegIn occasione della Giornata Nazionale “Transizione energetica, risorse idriche ed economia circolare” organizzata da Task Force Italia, si è svolta la Round Table istituzionale dal titolo “Certificati blu e circolarità dell’acqua: roadmap per un sistema nazionale idrico innovativo e resiliente”.

Rappresentanti delle istituzioni, di enti tecnici, utility e imprese si sono confrontati sulle principali sfide e criticità da affrontare oggi per la risorsa idrica. L’onorevole Patty L’Abbate – promotrice della Round Table insieme a Task Force Italia – ha esordito definendo la gestione dell’acqua una priorità strategica: “Tra scarsità crescente e qualità in deterioramento, non possiamo permetterci di rimandare decisioni che devono essere prese subito”; poi ha proseguito spiegando che, per queste ragioni, “servono strumenti innovativi come i certificati blu, accompagnati da sistemi di misurazione chiari e condivisi, per incentivare un uso efficiente e sostenibile delle risorse e premiare le pratiche realmente virtuose”.

La riduzione delle perdite risulta essere – da parte di tutti gli speaker – un’esigenza primaria. Come sottolineato da Luigi Ricci, Direttore Dipartimento per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente e per la conservazione della biodiversità, ISPRA, “le perdite nelle reti idriche superano il 40%: un’inefficienza strutturale che limita la disponibilità della risorsa e indebolisce qualsiasi strategia di risparmio.”

Diventa, quindi, fondamentale modernizzare le infrastrutture spesso obsolete e accelerare gli investimenti lungo l’intera filiera dell’acqua. Nonostante i rilevanti stanziamenti pubblici e industriali già attivati, emerge il divario tra fabbisogni reali e risorse disponibili, mentre i tempi autorizzativi e realizzativi continuano a rappresentare un ostacolo alla piena attuazione degli interventi. Alla luce di questo quadro, Angiolo Martinelli, Direttore della Divisione Uso sostenibile delle risorse idriche della Direzione Generale USSA, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha spiegato che “la gestione delle risorse idriche richiede oggi un coordinamento costante tra livelli istituzionali e competenze diverse, per garantire una governance efficace in un contesto sempre più complesso e frammentato”.

In sintesi, dalla plenaria istituzionale appare chiara la necessità di affiancare agli interventi infrastrutturali e regolatori strumenti capaci di orientare in modo concreto i comportamenti verso un uso più efficiente e responsabile della risorsa idrica. I certificati blu si configurano in questa prospettiva come un possibile elemento abilitante, in grado di introdurre logiche di misurazione, trasparenza e valorizzazione delle performance, favorendo un approccio più strutturato alla sostenibilità dell’acqua. Il loro sviluppo richiederà tuttavia un quadro chiaro, condiviso e supportato da adeguati sistemi di monitoraggio, affinché possano integrarsi efficacemente nelle politiche esistenti e contribuire a colmare i gap ancora presenti tra ambizione normativa e applicazione operativa.

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