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Mulè lancia la Scuola Nazionale di Educazione Civica Fondazione Campus Montecitorio: “La democrazia si difende formando cittadini”

Redazione

Contro la sfiducia verso la politica, la frammentazione sociale e crescente distanza tra cittadini e istituzioni, torna al centro una parola che sembrava essersi progressivamente svuotata: educazione civica. Da questa consapevolezza prende forma la PHOTO 2026 05 27 16 14 36 scaled, presentata alla Camera dei Deputati nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto.

L’iniziativa, promossa  da Giordano Fatali e inaugurata dal vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, nasce con un obiettivo ambizioso: trasformare l’educazione civica da semplice materia scolastica a esperienza concreta di partecipazione e responsabilità collettiva.

La sede della Scuola sorgerà nel cuore simbolico delle istituzioni, in Piazza Montecitorio 116, a Roma, con la volontà dichiarata di costruire un dialogo stabile tra politica, società civile, imprese e nuove generazioni.

Ad aprire i lavori è stato Giordano Fatali, presidente della Fondazione Campus Montecitorio, che ha illustrato la filosofia del progetto. Non un corso tradizionale né un percorso esclusivamente accademico, ma una vera infrastruttura culturale capace di mettere in relazione mondi spesso separati.

«La Scuola nasce per aiutare le nuove generazioni a comprendere il Paese, ad amare le istituzioni e a sentirsi parte attiva nella costruzione del futuro dell’Italia», ha spiegato Fatali, delineando un’idea di cittadinanza fondata su consapevolezza e collaborazione.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, che ha aperto l’incontro ribadendo l’importanza di investire oggi nella formazione civica come presupposto per rafforzare la democrazia.

«L’educazione civica non è soltanto una disciplina. È, prima di tutto, un modo di stare dentro la comunità», ha affermato Mulè, definendo la nuova Scuola «un ponte tra il Palazzo e il Paese reale», capace di unire sapere teorico ed esperienza concreta, istituzioni e giovani, mondo pubblico e privato.

L’evento ha visto la partecipazione di numerose figure istituzionali. Il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha richiamato la necessità di investire sulla formazione delle nuove generazioni, mentre la senatrice Silvia Fregolent ha evidenziato il valore di percorsi educativi in grado di creare connessioni reali tra territori, imprese e istituzioni. Michele Emiliano ha invece posto l’accento sul ruolo dell’educazione civica come strumento per rinsaldare il legame tra cittadini e democrazia.

Nel corso della presentazione sono stati letti anche i messaggi di sostegno inviati dai ministri Maria Elisabetta Alberti Casellati, Guido Crosetto e Alessandra Locatelli, che hanno riconosciuto nell’iniziativa un progetto strategico per promuovere partecipazione democratica, responsabilità sociale e cultura civica.

Accanto alle istituzioni, un ruolo significativo sarà affidato al mondo delle imprese e dell’innovazione. Sono intervenuti, tra gli altri, Elisa Zambito Marsala per Intesa Sanpaolo, Paolino Montanino per Avanade, Simone Mantero per Knorr-Bremse, Cesare D’Angelo per Kaspersky e Carlo Rosini per Postel, a conferma della volontà di costruire un dialogo tra competenze economiche, tecnologiche e responsabilità civica.

Particolarmente significativa la presenza di BSI, rappresentata da Marco Molinari, che ha annunciato l’avvio di una collaborazione finalizzata alla realizzazione della prima certificazione dedicata al “cittadino responsabile”, segnale di un tentativo concreto di tradurre i principi della cittadinanza attiva in percorsi misurabili e formativi.

Il progetto si articolerà attraverso Team Leader dedicati a temi chiave della contemporaneità – dal welfare all’energia, dalla digitalizzazione alla legalità, dall’ambiente alla cultura – con il compito di costruire percorsi didattici e momenti di testimonianza destinati ad accompagnare il calendario formativo del 2026 e 2027.

La prima lezione è già fissata: mercoledì 24 giugno 2026, presso la sede di Piazza Montecitorio, e sarà dedicata a un tema quanto mai attuale, “Comunicazione istituzionale: linguaggi, trasparenza e fiducia nell’era digitale”. Una scelta che racconta bene la direzione della Scuola: lavorare sul rapporto, oggi spesso fragile, tra informazione, credibilità e cittadinanza democratica.

Più che un semplice centro di formazione, la Scuola Nazionale di Educazione Civica ambisce a diventare un laboratorio civico permanente, aperto al contributo delle migliori energie del Paese. Un luogo nel quale l’educazione non sia soltanto trasmissione di nozioni, ma costruzione di appartenenza, responsabilità e fiducia condivisa.

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